domenica 23 settembre 2007

martedì 4 settembre 2007

un pensiero scritto a luglio..

incredibile quanta forza richieda un sorriso
quanta abnegazione necessiti il credere in un sentimento.

occorre negare l'esigenza dell'immediato
e comprendere prospettive ampie,
pur colmandole di senso attraverso immagini minute,
note,notti,
parole,occhi.

il corpo si arcua
come ad abbracciare
tutti i giorni insieme
come a benedire ogni istante.

solo nell'acqua non piango
perchè nell'acqua sei.
balliamo ancora.

torni il 16-riflessioni

La corazza è già su, almeno a metà.
vedrai che anche stavolta qualcosa ti tratterrà giù.
vedrai che te ne pentirai in silenzio.
vedrai che scoprirò di essermi sentita troppo sola in questi mesi
e che una parte di me ti odierà, almeno un po'.
aspetto che salti fuori l'imprevisto...non credo alle parole.
Tu che cambi il corso della tua vita per un "noi" appena nato ed io che tremo.
prego che vada dritto,
che la paura muoia
che non abbiamo chiesto troppo al destino.

lunedì 2 luglio 2007

"come stai"

D’ irregolare profilo è l’idea
Di cui non amo le lettere
Di cui non scovo sosia sé-dicenti
Né mie comode trasverse.

La stanza suona e affoga
Su tagli di stampa sbiaditi:
Le stoffe si confondono
Se non c’è tocco.

Agito le mani
E spero la magia:
un muto cielo acceca
il complice coniglio.

mercoledì 6 giugno 2007

"Fai teatro"

Se cricchia la cornice insonne
l'aviatore lesto intasca
le cupree onde
ed irrompe archeggiato.

Il mantice feroce sveste
le naiadi da giacche branchiate,
disserrando impacci purpurei
su ieratiche nenie pagane.

Di malavoglia sui selci schianti
e mastichi che ancora sospesa stai,
ma dal fondo del catino respira
il trocaico plauso al tuo "colpo di stato".

mercoledì 30 maggio 2007

"I'll be waiting"

Da un treno assonnato
entra la finestra del mare
e l'orizzonte s'accascia
sui vapori di ritorno.

Il volo è per
la strabocchevole scatola
di dimensioni annuali,
non per la radice d'ansia.

Non ancora cento

sono i sassi su cui
assorta saltello
con piede appuntito.

Dieci, forse più,

sono i segni
che lascio amaranto
sul legno paziente.

venerdì 25 maggio 2007

Estate

C'è un giardino chiaro, fra mura basse,
di erba secca e di luce, che cuoce adagio
la sua terra.
È una luce che sa di mare.
Tu respiri quell'erba. Tocchi i capelli
e ne scuoti il ricordo.
Ho veduto cadere
molti frutti, dolci, su un'erba che so,
con un tonfo. Cosí trasalisci tu pure
al sussulto del sangue.
Tu muovi il capo
come intorno accadesse
un prodigio d'aria
e il prodigio sei tu.
C'è un sapore uguale nei tuoi occhi
e nel caldo ricordo.
Ascolti.
La parole che ascolti ti toccano appena.
Hai nel viso calmo un pensiero chiaro
che ti finge alle spalle la luce del mare.
Hai nel viso un silenzio che preme il cuore
con un tonfo, e ne stilla una pena antica
come il succo dei frutti caduti allora.

C.Pavese